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M&H DISTILLERY

Storia di un genio scozzese, molte botti e una città del futuro

A volte un soprannome ben scelto dice tutto. Quello del dottor James Sneddon Swan (Jim), chimico e biologo scozzese, era “Einstein of Whisky”. È stato lui a guidare il gruppo di persone che ha fondato nel 2013 la distilleria M&H.
Ma se la guida ha rappresentato la solida certezza di una grande tradizione, la sede di M&H, Tel Aviv, significa innovazione, audacia, passione e cura artigianale per il whisky single malt.
E le botti? I barili che affinano la maturazione del whisky, per almeno 3 anni, sono selezionati con attenzione maniacale e curiosità, come gli STR (Shaved, Toasted, Re-charred = rasate, tostate e ricarbonizzate) messi a punto proprio dal Dr. Jim.

Le temperature medie in Israele favoriscono inoltre maturazioni rapide, che consentono anche ai distillati più giovani di vantare un’inconsueta pienezza: grazie al clima infatti la percentuale di angels’ share, cioè del liquido perso durante l’invecchiamento, è mediamente del 12% (rispetto al 2% dei whisky scozzesi). La varietà dei contesti ambientali in cui si porta a compimento l’invecchiamento esprime poi una ricchezza straordinaria di sfumature nel carattere del distillato.

M&H DISTILLERY

Storia di un genio scozzese, molte botti e una città del futuro

A volte un soprannome ben scelto dice tutto. Quello del dottor James Sneddon Swan (Jim), chimico e biologo scozzese, era “Einstein of Whisky”. È stato lui a guidare il gruppo di persone che ha fondato nel 2013 la distilleria M&H.
Ma se la guida ha rappresentato la solida certezza di una grande tradizione, la sede di M&H, Tel Aviv, significa innovazione, audacia, passione e cura artigianale per il whisky single malt.
E le botti? I barili che affinano la maturazione del whisky, per almeno 3 anni, sono selezionati con attenzione maniacale e curiosità, come gli STR (Shaved, Toasted, Re-charred = rasate, tostate e ricarbonizzate) messi a punto proprio dal Dr. Jim.

Le temperature medie in Israele favoriscono inoltre maturazioni rapide, che consentono anche ai distillati più giovani di vantare un’inconsueta pienezza: grazie al clima infatti la percentuale di angels’ share, cioè del liquido perso durante l’invecchiamento, è mediamente del 12% (rispetto al 2% dei whisky scozzesi). La varietà dei contesti ambientali in cui si porta a compimento l’invecchiamento esprime poi una ricchezza straordinaria di sfumature nel carattere del distillato.

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